CIRCOLO FOTOGRAFICO TANNETUM

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VENTI DI SPERANZA, SUSSURRI DAL PASSATO

Mostra fotografica Collettiva dei soci del “Circolo Fotografico Tannetum” inclusa nel CIRCUITO OFF dell’edizione 2025 di Fotografia Europea 

Non si tratta del numero tondo irripetibile nell’esistenza di chiunque, e oggetto di future nostalgie. Già un passo oltre la linea d’ombra tra adolescenza e vita adulta, il progetto o il caso hanno già disegnato un futuro fatto di necessità, scelte, passioni, comunque tutto da giocare nel sapore comunque della libertà, delle possibilità spalancate per la prima e magari ultima volta. Come raccontarlo in fotografia evitando i luoghi comuni messi in campo dagli appetiti commerciali, dalla bellezza quasi inevitabile dell’età? Nel lavoro degli autori del Circolo Tannetum si capiscono alcune premesse della preparazione collettiva ma anche di quello che è un territorio comune. Il territorio culturale, la cultura materiale, il senso della collettività in una rete associativa – di cui il circolo è parte – e soprattutto la consapevolezza di una storia importante, di una urgenza di memoria che sembra traballare in questo tempo che sembra proclamare proprio la fine della storia come unico orizzonte possibile.

Si può aprire con una immagine metaforica, come una danza del passaggio anche grafico, la nascita a una dimensione differente attraverso il cerchio degli anni, e poi il lavoro di cura dell’enoteca e l’omaggio del frutto del lavoro a due ventenni di ottanta anni fa (Alessandra), e poi la musica, la trasmissione del sapere artistico, e ancora l’omaggio, la consapevolezza che questo è reso possibile e significativo con un sacrificio tremendo (Filippo). Due orizzonti: l’impegno per una società diversa e l’amore (Gianfranco) e il tempo della dedizione disinteressata (Gloria). Quanto queste riflessioni in immagine siano autentiche lo dice la distanza dalla retorica che spesso nasconde la distrazione: non corone di celebrazione amministrativa ma un violino, un pallone (Raffaela) o un libro di studio – sul vicino oriente, e questo è un’altra chiusura del cerchio storico del combattere per la Pace – (Sabrina) e poi (Silvia) racconta ancora di tradizione locale: un locale ricavato nella antica stalla dove tornano a comparire le dozzine di uova di una cultura tramandata, come il gioco della briscola in un interno postmoderno, gioco che appare un po’ incongruo, ma poi tre carte sono portate a un loro coetaneo, potrebbe giocare forse con loro. Resterà per sempre un ventenne, ci racconterà sempre una speranza indomita.

Autori che espongono in questa mostra: Alessandra Milesi, Claudio Reverberi, Filippo Umili, Gianfranco Salsi, Gloria Bigi, Raffaela Delli Gatti, Roberto Bigi, Sabrina Bassi, Silvia Agosti, Silvia Ribola, Vincenzo Sirica

Un ringraziamento particolare alla dottoressa Claudia Cavatorta per la gentile collaborazione nella stesura del testo introduttivo

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