Autore: Giancarlo Ferro

Nel ‘982, inizia a Venezia la lavorazione del vetro, successivamente trasferita nell’isola di Murano per questioni di sicurezza. Solo i Veneziani avevano il privilegio di lavorare il vetro seguendo regole molto severe.

Sembrerebbe impossibile che da materie prime quali sabbia silicea, ceneri di varie piante, soda, carbonato di calcio, ossido di stagno, biossido di manganese, antimonio, nitrato e con l’aggiunta di arsenico, cadmio o selenio per ottenere certi colori, e portando il tutto ad una temperatura di 1400° riducendola successivamente a circa 500°, si possa plasmare la materia così creata fino ad ottenere opere d’arte di vario peso, colore  e spessore.